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Disturbi Alimentari come uscirne

Quali sono i principali DSA?A chi rivolgersi e come uscirne?

I disturbi del comportamento alimentare, più conosciuti come disturbi alimentari, consistono nella messa in atto di comportamenti disfunzionali legati all’alimentazione. Se non trattati da professionisti, i disturbi alimentari possono portare a conseguenze disastrose per l’organismo, fino alla compromissione totale della salute fisica, psicologica e persino portare alla morte. I più conosciuti sono l’anoressia e la bulimia nervosa. Nel DSM-5, tuttavia, vengono descritte altre quattro patologie alimentari, brevemente riportate nei prossimi paragrafi. Quali sono le cause scatenanti? In caso di disagio psicologico legato all’alimentazione, a chi bisognerebbe rivolgersi?

Disturbo dell’alimentazione: cosa dice la scienza?

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA) sono largamente diffusi nella società occidentale, e tendono in media a colpire più le donne rispetto agli uomini. Le cause dell’insorgenza possono essere molteplici, e vanno dalle pressioni sociali, agli ambienti frequentati abitualmente, alla sfera famigliare o ad altri disturbi. I disturbi dell’umore, per esempio, potrebbero facilitarne l’esordio. Infatti, secondo la ricerca di Steward e Williamson, tra le persone con diagnosi di disturbo alimentare, si riscontrerebbe un maggior numero di pazienti con disturbo depressivo maggiore.

Quali sono i principali disturbi alimentari o DCA?

Come accennato in precedenza, la quinta edizione del manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali descrive ben sei disturbi alimentari. Possiamo distinguere tra

  1. Pica: tentativi di ingestione di sostanze considerate non commestibili, per più di trenta giorni consecutivi.
  2. Disturbo di ruminazione: episodi di rigurgito ripetuti nel tempo, non attribuibili a condizioni clinico mediche esterne.
  3. Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo: evitamento volontario di alcune fonti  di cibo, che porta all’incapacità di soddisfare il fabbisogno nutrizionale dell’individuo.
  4. Anoressia Nervosa: restrizione calorica prolungata e volontaria, dovuta ad una persistente paura di aumentare di peso.
  5. Bulimia Nervosa: ricorrenti episodi di abbuffata, seguiti da condotte compensatorie come digiuno o attività fisica eccessiva.
  6. Disturbo da Binge Eating: abbuffate ricorrenti, vissute con estremo disagio, in assenza di condotte compensatorie (digiuno/attività fisica) a seguire (qui per approfondire).

Approfondiremo nei prossimi articoli i disturbi citati, perché noi di Helpmeout riteniamo sia di fondamentale informare su ogni singola tematica che possa creare disagio psicologico. Ciò che è importante comunicare oggi è che non tutte le abbuffate o sporadiche condotte evitanti costituiscono fonte di patologia.

Disturbi alimentari: le cause e i fattori che possono determinarli?

Secondo Susane Hudd, eventi o contesti lavorativi particolarmente stressanti porterebbero le persone a consumare più cibo spazzatura per alcuni brevi periodi. L’influenza dello stress o di altre variabili potrebbero influire temporaneamente sulla condotta alimentare. Quindi, il tono dell’umore gioca un ruolo rilevante, e spinge le persone a comportamentali alimentari disfunzionali, che tuttavia non sempre devono essere ritenuti problematici.

Quando tuttavia determinate condotte comportano marcati aumenti o diminuzione del peso ed emozioni negative ad essi associati, è lecito parlare di vero e proprio disturbo. I fattori predisponenti possono essere sia di natura genetica che psicologica. Queste ultime sono legate spesso all’autostima, la percezione della propria immagine corporea,  e le difficoltà nei rapporti con gli altri.

Disturbi alimentari, a chi rivolgersi?

L’alimentazione rappresenta molto di più del semplice ingerire nutrienti. Il rapporto che abbiamo col cibo viene influenzato dal contesto nel quale viviamo, e può diventare conflittuale per più di una ragione perché appunto l’essere umano non si nutre per soddisfare unicamente bisogni biologici, ma anche psicologici. Nel caso in cui sopraggiunga disagio di qualunque entità, è lecito rivolgersi ad un professionista della salute mentale.

Lo psicologo e i disturbi dell’alimentazione

La guida odierna, così come ogni altra informazione che troverai sul nostro blog, ha mero carattere informativo e non può sostituire in alcun modo decisioni diagnostiche e/o terapeutiche. Se riconosci di avere un disagio psicologico, la miglior strategia rimane quella di contattare un professionista. In situazioni che creano notevole sofferenza, credere nelle possibilità di cambiare è un grande segno di coraggio. Noi siamo consci di questo, e offriamo a chiunque non sia mai entrato in contatto con noi la possibilità di un primo incontro online completamente gratis.

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