
Cosa succede davvero nella prima seduta online: una guida onesta
Cosa succede davvero nella prima seduta online: una guida onesta
Se non hai mai fatto psicoterapia, la prima seduta è probabilmente l’ostacolo più grande. Non perché sia difficile — ma perché non sai cosa aspettarti. E non sapere crea ansia, che è esattamente l’ultima cosa di cui hai bisogno quando stai per iniziare un percorso di supporto psicologico.
Questa guida ti dice esattamente com’è. Senza filtri, senza linguaggio clinico.
Prima della seduta: cosa fare
Hai prenotato. Il collegamento è confermato. Hai circa 10 minuti prima dell’inizio. Cosa fare?
Prima di tutto, scegli uno spazio fisico dove puoi parlare con un minimo di privacy. Non deve essere un luogo perfetto — può essere la tua camera da letto, la macchina parcheggiata, l’angolo del salotto. L’importante è che tu possa parlare senza sentire gli occhi di qualcuno addosso.
Testa la connessione, metti le cuffie se le hai, e abbassa la luminosità dello schermo se sei davanti a una finestra. Poi rilassati. Non devi preparare nulla. Non devi avere risposte pronte. Puoi anche non sapere esattamente perché sei lì.
I primi 5 minuti
Il terapeuta si presenta. Ti chiede come stai — non come formula di cortesia, ma come prima osservazione. Poi di solito fa una domanda semplice: ‘Cosa ti ha portato qui oggi?’ oppure ‘C’è qualcosa di specifico su cui vorresti lavorare?’
Non devi avere una risposta elaborata. ‘Mi sento sempre stanco e non so perché’ è una risposta perfetta. ‘Ho ansia ma non riesco a capire da dove viene’ è una risposta perfetta. Anche ‘Non lo so esattamente, mi sento solo che qualcosa non va’ è una risposta perfetta.
Il lavoro del terapeuta in questa fase è ascoltare, non giudicare. Non sta valutando se i tuoi problemi sono abbastanza seri. Sta capendo chi sei.
I 40 minuti centrali
Il terapeuta farà domande. Alcune ti sembreranno ovvie, altre inaspettate. Potrebbe chiederti del lavoro, delle relazioni, della famiglia, del sonno. Non perché voglia costruire un dossier su di te — ma perché la psicologia funziona per contesti. Il tuo modo di dormire, la qualità delle tue relazioni, il tuo rapporto con il lavoro sono informazioni che si collegano tra loro.
Potresti sentirti a disagio su alcune domande. È normale. Puoi dire ‘preferisco non parlarne adesso’ e il terapeuta rispetterà questo limite senza fare pressione. La prima seduta non è un interrogatorio — è un primo incontro.
Potresti anche sentirti sorpreso: alcune persone finiscono la prima seduta pensando ‘è andato tutto molto più facilmente di quanto immaginassi’. Succede spesso. Il fatto di parlare ad alta voce di qualcosa che tieni dentro da tempo ha un effetto immediato, anche prima che cominci il lavoro terapeutico vero e proprio.
Gli ultimi 10 minuti
Verso la fine, il terapeuta di solito fa un piccolo riassunto di quello che è emerso e ti chiede come ti sei sentito durante la seduta. Poi — se lo ritiene opportuno — ti propone come potrebbe impostarsi un eventuale percorso.
Non sei obbligato a decidere nulla durante la prima seduta. Puoi prendere tempo, riflettere, e scegliere se continuare. Il terapeuta non farà pressione — un buon professionista sa che la motivazione deve venire da te, non da un senso di obbligo.
Cosa NON succederà
- Non ti verrà chiesto di sdraiarti su un lettino (quello è il cinema)
- Non ti verrà data una diagnosi alla prima seduta
- Non ti verrà prescritto nulla — gli psicologi non prescrivono farmaci
- Non sarai giudicato per quello che racconti
- Non ti sarà detto cosa fare della tua vita
| Una cosa sola da ricordare
La prima seduta non serve a ‘guarire’ — serve a capire se quella persona è quella giusta per accompagnarti. È un incontro. Come tutti gli incontri, conta l’impressione che ti lascia, non solo quello che hai detto. |
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